In queste poche righe colpiscono alcuni fatti che ci danno un'idea precisa della personalità umana ed artistica di Lauri Volpi in quel periodo e che non credo abbiano riscontro nella storia dell'opera lirica. Lauri Volpi avrebbe dovuto fare altre repliche delle due opere in cartellone e soprattutto il pubblico dell'Arena voleva assolutamente sentirlo nel "Trovatore". Purtroppo tutto ciò non era possibile a causa dei suoi impegni artistici precedentemente stabiliti. Ciò nondimeno Zenatello, sovrintendente dell'Arena, alla recita del "Rigoletto" fece allestire, appositamente per il congedo di Lauri Volpi, il terzo atto del "Trovatore" con solisti, coro, orchestra, scenari e costumi, e al termine dell'opera i 30.000 osannanti poterono ascoltare " Ah sì ben mio" e la "Pira" dal Manrico del secolo. Poco prima, durante l'esecuzione di "Rigoletto", Gabriele D'Annunzio, che aveva lasciato insolitamente la "reggia" di Gardone Riviera per venire all'Arena, saliva sul palcoscenico e abbracciava Lauri Volpi, illuminato da tutte le luci e fra il tripudio generale. Un giorno di intervallo e Lauri Volpi debuttava al Teatro Vittorio Emanuele di Rimini. Ecco come Gaianus, forse il più eminente e feroce critico dell'epoca, parla dell'avvenimanto sul "Il Resto del Carlino":