Quella di Giuseppe De Luca era una voce di colorito chiara, emessa con estrema naturalezza e suprema accortezza. Difficile, anche attraverso i dischi, nella storia dell'arte vocale degli ultimi cinquant'anni, difficile trovarne una altrettanto sollecita e zelante nell'obbedire al minimo stimolo del fiato. Suoni tondi, limpidi, vibranti dai bassi agli acuti, tutti fusi nel disegno melodico con stupenda omogeneità, intonazione perfetta, sapienti gradazioni di volume e di riflessi. L'arte delle legature, così difficile ad essere esercitata, dopo Rossini, Bellini, Donizetti, trovò in De Luca il cantante capace di applicarla con garbo sopraffino a tutti i testi successivi, per infuocata e procellosa che ne fosse la scrittura. La formula? Musicalità avant tout. Musicalità nei recitativi, nel declamato, <nell'aria delle rose> e nel ghigno di Barnaba, negli sproloqui del vecchio Gérmont e negli spasimi di Rodrigo morente.
Chi ha qualche pratica di come vandano le cose quando è in scena un cantante di stile, ci attenderà, probabilmente, al varco della conclusione rituale in simili casi: magnifico vocalista, ma freddo, esecutore perfetto, ma accademico. NO, per De Luca occorre mutar finale. E' vero, De Luca tendeva a liricizzare tutti i suoi ruoli. Ben precisi erano i suoi limiti impostigli dalla natura né egli, che impostò sempre il proprio metodo sulla eliminazione di qualsiasi sforzo e potè così dare concerti fino a settant'anni, sia pure con la voce ridotta a un filo, era il tipo da avventurarsi oltre quei confini.
Ma come <lirico> fu un temperamento di grandi risorse, un cantante poetico, patetico, sensibilissimo. La nitidezza della dizione, spesso latente nelle voci gravi, che tendono ad arrotondare e scurire le vocali, dava, al suo modo di fraseggiare e di declamare, lucidezza e intensità d'espressione: la costante rinuncia sia alle esibizioni atletiche che ai geroglifici virtuosistici (immagino che, inizialmente, dovette costargli fatica reprimere la tentazione di imitare Battistini) tolse al suo canto ogni parvenza di miracolismo, ma lo rese umano e profondo. Come tutto ciò che è semplice