Giuseppe De Luca vale meno di Presley
Perché la Radiotelevisione italiana, così pronta a glorificare gli eroi-quiz, non fa nulla per commemorare il grande cantante acclamato in America, scomparso appena dieci anni orsono?
Così Giacomo Lauri-Volpi intitolava un articolo giornalistico per commemorare Giuseppe De Luca a dieci anni dalla sua scomparsa. Correva l'anno 1960, il riferimento a Presley oggi può essere facilmente trasferito ad altri cantanti attuali di musica leggera, ma la sostanza non cambia. Quello che dice Lauri-Volpi è di una attualità incredibile, a quarantaquattro anni  di distanza  nulla è cambiato, anzi, è peggiorato notevolmente, basta vedere com' è caduta in basso la qualità degli spettacoli televisivi in questo ultimo periodo.
Ma ecco cosa scriveva Lauri-Volpi nel 1960:
La TRIADE romana dei grandi baritoni si completa con Giuseppe De Luca, succeduto a Battistini e a Cotogni. I tre abbracciano circa un secolo di storia lirica. Triade romana e
< Scuola romana >: scuola caratterizzata da un elemento prevalente e basico: incisività nella purezza della dizione e nell'ampiezza delle sonorità. Cotogni, Battistini e De Luca sortirono da natura voci e attitudini diverse, ma tutti e tre avevano in comune la concinnità, la melodica vocalità verbale che distingue la scuola romana da tutte le altre scuole fiorite nel Paese del melodramma. Cotogni fu mio maestro, sia pure per soli sei mesi a S. Cecilia. Con Battistini eseguii l'ultima sua recita di Rigoletto al Politeama Triestino. Accanto a De Luca, partecipai a undici stagioni consecutive al Metropolitan di New York. Potei quindi studiare da vicino i tre campioni ed ammirare la ricchezza di armonici che permetteva loro di articolare e valorizzare le vocali nell'intera gamma. Ci sono voci che si orientano su un'unica vocale. Ed allora, anche se bellissime non riescono a farsi comprendere, a colorire le parole, a fraseggiare. Il loro canto è tutt'altro che eloquente, prescindendo esso dalla manifestazione dei concetti e del sentimento. La continuità del suono è un pregio tecnico ed estetico, ma non è tutto. Bisogna che il pubblico sappia quello che l'artista, quando è artista, dice e come lo dice. Altrimenti rimane estraneo all'audizione e si annoia. I tre grandi baritoni furono maestri di espressione drammatica e di modulazione canora. Alla loro presenza il pubblico si sentiva immediatamente a proprio agio e si faceva condurre docilmente nelle alte sfere della emozione artistica. Ed è che l'artista riusciva a dimenticarsi e a far dimenticare le meschinità e i capricci della esistenza di ogni giorno.
Giacomo Lauri-Volpi e Giuseppe De Luca con le rispettive consorti
Siamo facili a dimenticare, oggi, i veri < eroi > dell'arte. La gente si appassiona più facilmente alle prodezze della mnemotecnica del calcio, della scherma e del pedale. La Radio propone indovinelli a tutto spiano e i ragazzi abboccano. Ignorano, magari la storia patria e la geografia dello < Stivale >; ma sciorinano, per filo e per segno, dove e quando nacque, e che cosa fece un Presley qualunque. De Luca era qualcosa e qualcuno di più, e di meglio, di un Presley.
Si può scommettere che la Radiotelevisione, la quale dedica un'intera serata televisiva a una voce corrente glorificando disinvoltamente una caramellaia o una tabaccaia canore, non farà nulla per ricordare un inclito cantore, morto a New York, non dico un secolo addietro, ma appena dieci anni fa, e prima di morire vide il pubblico sbalordito del Metropolitan in piedi acclamare festosamente, dopo averlo ascoltato nella pienezza della sua arte, nonostante l'anzianità. De Luca, assente da circa venti anni, era tornato in America, in seguito alla disfatta dell'Italia in guerra. Nel 1945 vendette la sua casa di Roma e se ne tornò tra il suo pubblico americano, dalla memoria devota e fedele. In Italia, nonostante l'amicizia di altissime personalità politiche, non era riuscito a far mettere in scena la < Dannazione di Faust > opera, nella quale il suo arguto ingegno e la sua bravura di provveduto artista, aveva suscitato incondizionato consenso.
Per questo episodio, leggere la pagina  
narrato da Nicoletta Panni sul presente sito.
Le nozze d'oro con l'arte
Segue articolo di Lauri-Volpi